Quante stelle nel cielo di Ostrava

10 luglio, 2017 - Categoria: Eventi Sport

Non nel senso di corpi celesti: quella che per due secoli è stata la culla dell’estrazione di carbone nero, poi il “cuore d’acciaio della Repubblica”, infatti, pur essendo oggi una città affascinante per vita notturna, festival musicali giovanili e passione sportiva, non si è ancora del tutto ripulita dallo smog… Fortunatamente, non c’è inquinamento che tenga quando si tratta di veder brillare le stelle dell’atletica (e di Human Tecar), come le abbiamo viste alla serata del meeting Ostrava Golden Spike di mercoledì 28 giugno:  Usain Bolt commovente e commosso (fra l’altro, è molto legato al Mestsky Stadium della città ceca, dove ha corso per la nona volta in dodici anni), a 39 giorni dall’addio di Londra e sia pure un po’ appannato, ha comunque vinto i 100 metri in 10’’06; quello che molti definiscono il suo erede – anch’egli supportato dalla nostra metodologia –, Wayde van Niekerk, ha stabilito il nuovo record del mondo nei 300 metri, migliorando il primato del grande Michael Johnson a distanza di 17 anni (e lasciando gli spettatori stupefatti per l’eleganza e l’intensità della prestazione): tempo, 30’’81, quattro centesimi di secondo in meno dello statunitense. C’è poi l’orbita lunga e sempre luminosissima del nostro caro amico Mo Farah, che si è imposto in 27’12’’10 nei 10.000 metri, a raccogliere la venticinquesima medaglia d’oro internazionale della sua carriera.

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