Il cuore di Boston batte per l’atletica

6 luglio, 2017 - Categoria: Eventi Sport

Difficile resistere al fascino di una delle più antiche e aristocratiche città negli USA: non è un caso se Adidas l’ha scelta come teatro dei suoi Boost Boston Games – i giochi annuali che riuniscono l’olimpo dei professionisti dell’atletica internazionale –, di cui si è appena tenuta la seconda edizione. Anche quest’anno, venerdì 2 giugno allo Stadio Dilboy di Somerville e domenica 4 giugno nel cuore di Boston, la celebre Charles Street, era presente una squadra Human Tecar formata da Cristian Martinelli, Luca Antenucci e Javier Guerra, che hanno assistito, trattato e rinfrancato gli atleti prima e dopo gli eventi, dalle 9 del mattino alle 9 di sera ogni giorno, dal 31 maggio al 4 giugno. Ancor più della gara allo stadio, ha appassionato lo “street meet”, l’evento di domenica pomeriggio, in cui la via che percorre il centro di Boston da nord a sud è stata ricoperta di una pista color azzurro vivo “adesiva”, come a infiocchettare un gigantesco pacchetto regalo: quello di una città intera che si muove con gli atleti, li sprona, li applaude e ne condivide le emozioni. Se la manifestazione di Adidas, infatti, “sprona e sostiene Boston” (“Boost Boston” vuol dire questo), è anche vero che “Boston sprona e sostiene” il mondo dell’atletica. Un po’ come facciamo noi di Human Tecar…

La Global Athletics & Marketing, anche quest’anno, si è distinta per l’organizzazione impeccabile, e assieme ad Adidas, ci ha accolto come vecchi amici, ormai di casa anche nel New England. Oltre ai nostri fisioterapisti, diversi fra i campioni hanno, a loro volta, fisioterapisti personali che utilizzano la nostra metodologia non soltanto ai giochi di Boston, ma nel corso di tutta la stagione agonistica, nei paesi d’origine e nelle sedi d’allenamento. Un nome? Il sudafricano Wayde van Niekerk, che a Boston quest’anno ha vinto nei 200 metri, in 19,84 secondi.

Oltre al primo posto di van Niekerk, altre vittorie che ci hanno particolarmente coinvolti sono state, ad esempio, quella della velocista americana Tori Bowie, da tempo affezionata al metodo di Human Tecar. Tori ha vinto a Boston per la seconda volta: lo scorso anno, nei 100 metri; il 4 giugno scorso, nei 150. Bowie era rimasta entusiasta dell’esperienza del debutto e ha trovato la manifestazione di quest’anno “persino superiore” – tanto che ha infranto il record del mondo nei 150m con un tempo di 16,30 secondi (contro 16,36). Nei 200 metri invece, è stata la volta di un’altra atleta assistita da Human Tecar, Shaunae Miller-Uibo, di infrangere un precedente record: 21,76 contro 22,55. A vincere il salto in lungo femminile, con un ottimo 6,73 metri, la ventottenne britannica Shara Proctor, che ha anch’essa beneficiato della nostra metodologia.

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