FAQ - Domande Frequenti sull’Originale Tecarterapia
Che cos’è la tecarterapia
L’originale tecarterapia è stata sviluppata da Unibell negli anni ’80 ed è una tecnica finalizzata ad attivare il metabolismo e la circolazione sanguigna in profondità nei tessuti. Essa stimola il microcircolo a livello di muscoli, articolazioni o tendini, favorendo l’eliminazione dei cataboliti infiammatori responsabili di dolore ed edema, e inducendo una vasodilatazione variabile da lieve a marcata. Questo effetto vascolare contribuisce a migliorare la nutrizione tissutale, facilitare il drenaggio e rilassare la muscolatura contratta, ottimizzando così la mobilità degli arti, delle articolazioni o dei tendini e, in presenza di patologie osteoarticolari croniche, accelerando il recupero del range di movimento.
È fondamentale non confondere l’originale tecarterapia – che agisce in profondità attivando specifici processi metabolici e circolatori – con le tecniche che si limitano al riscaldamento superficiale della pelle. Sebbene queste ultime, utilizzate come supporto complementare alla manualità, possano contribuire al benessere del tessuto, non sono in grado di riprodurre gli effetti terapeutici complessivi della tecarterapia, che si basa su una tecnologia sofisticata in grado di modulare le reazioni fisiologiche interne.
La rivoluzione apportata dall’originale tecarterapia ha modificato i paradigmi delle terapie tradizionali, rendendo indispensabile una formazione teorico-pratica accurata per acquisire le competenze necessarie a ottimizzarne i risultati. Attualmente, la quarta generazione dei dispositivi Humantecar si distingue per una tecnologia ancora più potente, efficace e di facile utilizzo per l’operatore, contribuendo significativamente a ridurre i tempi di trattamento del dolore e dell’infiammazione in numerosi ambiti della medicina.
A cosa serve
L’Originale Tecarterapia è una tecnica terapeutica indicata principalmente per il trattamento delle patologie di natura infiammatoria, in quanto agisce stimolando il metabolismo e la circolazione nei tessuti. Tuttavia non è adatta al verificarsi di particolari condizioni traumatiche, in cui l’attivazione del metabolismo e della circolazione interna non rappresenta una soluzione efficace al problema.
Le reazioni indotte dall’Originale Tecarterapia sono particolarmente utili sia nel trattamento rapido delle patologie infiammatorie acute e croniche e sia in prevenzione. Inoltre, quando associata a terapie farmacologiche o impianto di cellule staminali, facilita il condizionamento dei tessuti e migliora l’interazione tra il farmaco e le staminali impiantate.
Questa terapia trova impiego in un’ampia gamma di patologie, tra cui: dolore e infiammazione in generale, edemi e versamenti, disturbi flebolinfologici, recupero muscolare, trattamenti precoci delle patologie acute e croniche in ambito sportivo, dolore e disfunzioni del pavimento pelvico, riabilitazione nelle patologie dell’anziano, in particolare nel recupero di tono, forza ed equilibrio degli arti inferiori, nel recupero da stress e miglioramento del sonno, nella medicina estetica in fase pre e postoperatoria immediata. L’Originale Tecarterapia rappresenta un trattamento prezioso e valido per una vastissima percentuale di patologie e può essere associata ad altre modalità terapeutiche per accrescerne l’efficacia.
Come viene usata
Si tratta di una terapia in cui l’operatore interviene modulando il trattamento (15, 30 o 60 minuti) attraverso l’uso preciso dello strumento, che guidato dalla sua manualità, permette un’azione mirata, adattandola alla risposta individuale del paziente. Grazie al continuo monitoraggio e alla valutazione dei risultati, è possibile personalizzare l’intervento, ottenendo benefici non ipotizzabili con le terapie tradizionali.
Attualmente, con la quarta generazione dell’originale tecarterapia, l’operatore può ottimizzare il protocollo modificando il tipo di elettrodo, i parametri di intensità applicata, la pressione manuale e la quantità di emulsione elettrolitica. Il vantaggio principale di questa modalità terapeutica risiede nella rapidità dei risultati, con un impatto positivo sia sull’efficienza della struttura che sulla riduzione dei tempi di trattamento per i pazienti.
Chi la può usare
Si tratta di uno strumento elettromedicale destinato all’uso da parte di medici, fisioterapisti e infermieri abilitati all’utilizzo di strumentazioni medicali. Unibell, attraverso la propria Accademia, forma gli operatori di qualsiasi settore della medicina.
Che formazione deve avere il terapista
L’operatore deve avere possedere una formazione scientifica in ambiti quali fisioterapia, massofisioterapia o operatore del benessere. Maggiori sono le conoscenze tecniche, migliori saranno i risultati. Una maggiore conoscenza tecnica permette di ottenere risultati più efficaci.
Migliora la performance nello sport
L’originale tecarterapia ha avuto origine nel contesto dello sport professionistico di alto livello, dove l’ottimizzazione della performance si basa su un allenamento di qualità e sul talento innato degli atleti. Non sempre, però, è possibile seguire programmi di allenamento intensivi che permettano di sfruttare appieno le potenzialità terapeutiche necessarie al miglioramento delle prestazioni.
L’originale tecarterapia, impiegata in ambito fisioterapico, si fonda su principi biofisici e fisiologici che ne giustificano l’efficacia sia nel trattamento delle patologie acute e croniche sia nel recupero muscolare.
La tecnica sfrutta l’applicazione di campi elettromagnetici a mediafrequenza, i quali:
- Stimolano i processi metabolici: favoriscono l’attivazione delle vie biochimiche che accelerano la riparazione dei tessuti.
- Aumentano la circolazione sanguigna e linfatica: migliorano l’ossigenazione e la rimozione dei prodotti di scarto, riducendo l’infiammazione.
- Ottimizzano il recupero muscolare: contribuiscono a ristabilire la funzionalità e la forza del tessuto muscolare, essenziali per il ritorno a un allenamento intensivo.
Grazie a queste caratteristiche, la tecarterapia si configura come uno strumento essenziale per l’ottimizzazione dei programmi di allenamento, favorendo un miglioramento rapido ed efficace delle prestazioni sportive.
La Tecarterapia si può applicare senza il supporto di un terapista?
No, Originale Tecarterapia è uno strumento professionale che richiede il controllo costante dell’operatore il quale, basandosi sulla valutazione dello stato patologico, decide come stimolare la risposta del tessuto biologico, adattando momento per momento, l’uso strumentale alle esigenze specifiche del paziente.
Sottoporsi a un trattamento professionale con l’originale tecarterapia significa utilizzare un dispositivo terapeutico ad alta potenza, in grado di generare modificazioni rapide e significative nelle condizioni patologiche.
Durante il trattamento, l’operatore regola continuamente l’intensità applicata, monitorando la risposta del paziente per personalizzare la terapia e ottenere il massimo risultato nel minor tempo possibile. L’assenza di monitoraggio attivo comprometterebbe l’efficacia del trattamento, riducendo l’intensità a livelli troppo bassi per garantire un recupero efficace.
Può essere utilizzata nel trattamento di dolore e infiammazione?
In ambito clinico, l’Originale Tecarterapia è particolarmente indicata per il trattamento del dolore acuto e dell’infiammazione. In tal caso li terapista eviterà, a livello locale di attivare una vasodilatazione che comporterebbe un incremento della temperatura, concentrando l’attività sull’area periferica in modo da attivare il circuito linfatico e preparare il corpo a smaltire i cataboliti infiammatori.
Grazie agli elettrodi linfodinamici e alla possibilità di regolare il segnale di uscita con incrementi di appena un volt, i limiti delle generazioni precedenti sono stati ampiamente superati, garantendo un’efficacia terapeutica ancora maggiore.
È sconsigliato nelle patologie acute, dove è controindicato apportare calore nell’area colpita?
L’originale tecarterapia deve essere gestita da un operatore esperto, che, basandosi sulla valutazione dello stato patologico, decide come stimolare la risposta del tessuto biologico. In presenza di dolore e di una patologia acuta, il terapista eviterà, a livello locale, di attivare una vasodilatazione che comporterebbe un aumento della temperatura, mentre nell’area periferica, se necessario, potrebbe attivare il circuito linfatico, preparando il corpo all’assorbimento dei cataboliti infiammatori.
È importante sottolineare che l’Originale Tecarterapia non produce assolutamente calore, in quanto il trasferimento di energia, dipendendo esclusivamente dai percorsi di attrazione e repulsione delle cariche elettriche attirate sotto l’elettrodo attivo dai vari distretti corporei non agisce dall’esterno ma avviene all’interno dell’organismo, ed è indotta dal fisioterapista che conosce lo strumento e sa come applicarlo.
È possibile eseguire la terapia in autonomia?
No, non è possibile eseguire autonomamente un trattamento con l’originale tecarterapia.
Questa tecnologia è stata sviluppata per un’applicazione professionale e richiede la supervisione di un terapista qualificato. Il ruolo dell’operatore è fondamentale per modulare con precisione le variabili terapeutiche in base alla risposta dei tessuti, garantendo così un trattamento efficace e personalizzato.
Senza un controllo costante da parte di un professionista, non si potrebbero ottenere risultati concreti e duraturi, poiché l’efficacia della terapia dipende dalla corretta gestione dell’energia applicata e dall’adattamento continuo del trattamento in funzione delle esigenze specifiche del paziente.
Come funzionano gli elettrodi capacitivi?
Gli elettrodi capacitivi di nuova generazione sono il frutto di un avanzato processo di ricerca scientifica, sviluppato in oltre cinque anni di studi. La stimolazione dei tessuti molli rappresenta da sempre un obiettivo fondamentale in fisioterapia, ma, a eccezione della terapia manuale, nessuna tecnologia ha mai dimostrato un’efficacia significativa nel trattamento di queste strutture.
L’originale tecarterapia ha rivoluzionato questo ambito con elettrodi capacitivi progettati per agire in profondità, ottenendo risultati concreti in:
- Drenaggio linfatico
- Riduzione rapida di dolore e infiammazione
- Miglioramento del trofismo tissutale
- Recupero del tono muscolare
Tipologie di elettrodi capacitivi
Tecnologia avanzata per un’efficacia superiore
I nostri elettrodi capacitivi si basano sulla tecnologia “wafer”, una sovrapposizione di materiali innovativi che ottimizza la capacità di generare un movimento elettrolitico. Questo processo è essenziale per stimolare la circolazione sanguignae favorire un recupero più rapido ed efficace.
Per rispondere alle diverse esigenze terapeutiche, offriamo una gamma completa di elettrodi, tra cui:
- Elettrodi piani
- Elettrodi convessi termodinamici
- Elettrodi convessi linfodinamici
- Elettrodo con tecnologia “Supercharge” per il trattamento della testa
- Elettrodo longitudinale per il trattamento di patologie urologiche
Grazie a questa innovazione, l’originale tecarterapia garantisce risultati concreti e scientificamente validati, migliorando l’efficacia del trattamento fisioterapico.
Cosa sono gli elettrodi linfodinamici
Gli elettrodi linfodinamici sono accessori progettati per operare a bassissime intensità, con l’obiettivo di stimolare il microcircolo senza indurre vasodilatazione o un aumento della temperatura tissutale.
Realizzati con materiali specifici differenti rispetto agli elettrodi termodinamici, questi dispositivi sono particolarmente indicati per il trattamento di edemi, processi infiammatori e dolore, contribuendo al drenaggio linfatico e al miglioramento della circolazione locale senza effetti termici invasivi.
Cosa sono gli elettrodi termodinamici
Gli elettrodi linfodinamici sono accessori progettati per operare a bassissime intensità, con l’obiettivo di stimolare il microcircolo senza indurre vasodilatazione o un aumento della temperatura tissutale.
Realizzati con materiali specifici differenti rispetto agli elettrodi termodinamici, questi dispositivi sono particolarmente indicati per il trattamento di edemi, processi infiammatori e dolore, contribuendo al drenaggio linfatico e al miglioramento della circolazione locale senza effetti termici invasivi.
Come funziona l’elettrodo resistivo
Gli elettrodi resistivi sono particolarmente indicati per il trattamento di tendini, ossa, cicatrici, articolazioni e, in alcuni casi, muscoli fortemente contratti. A differenza degli elettrodi capacitivi, questi dispositivi sono alimentati da un circuito separato con una tensione controllata e specifica, progettata per intervenire efficacemente su tessuti meno ricchi di elettroliti e con maggiore rigidità.
L’azione dell’originale tecarterapia con elettrodi resistivi consente di:
- Attivare il microcircolo e migliorare il flusso sanguigno
- Indurre vasodilatazione con intensità variabile (da lieve a marcata)
- Aumentare la temperatura in profondità, senza surriscaldare i tessuti superficiali
Questa capacità di generare un incremento anche marcato della temperatura profonda è particolarmente utile nelle patologie croniche e nelle rigidità articolari, dove il recupero rapido del range di movimento è un obiettivo primario.
Tipologie di elettrodi resistivi
A differenza degli elettrodi linfodinamici, gli elettrodi termodinamici sono progettati per operare a intensità più elevate, favorendo una vasodilatazione controllata nei tessuti molli.
Questi elettrodi sono utilizzati quando è necessario ottenere un incremento della perfusione ematica e una stimolazione termica modulata, con effetti che possono variare da una moderata a una marcata vasodilatazione, a seconda delle esigenze terapeutiche.
Differenza tra elettrodo resistivo e capacitivo
A differenza degli elettrodi capacitivi, gli elettrodi resistivi non sono rivestiti da materiale isolante. Questo permette di indirizzare l’azione terapeutica verso i tessuti più resistenti e profondi, come tendini, articolazioni e ossa, garantendo un effetto mirato ed efficace.
Perché è necessaria l’emulsione elettrolitica?
Per comprendere l’importanza dell’uso della speciale emulsione elettrolitica, è essenziale capire il principio di funzionamento dell’originale tecarterapia. Questa tecnica ha la capacità di stimolare dall’interno i tessuti, attivando meccanismi fisiologici legati al metabolismo e alla circolazione sanguigna, con benefici immediati, soprattutto nel trattamento di dolore e infiammazione.
Affinché il principio fisico alla base della terapia possa funzionare correttamente, è fondamentale che la superficie cutanea non opponga resistenza alla trasmissione dell’energia. Se la pelle crea una barriera, si può generare un surriscaldamento superficiale che può essere erroneamente percepito come un effetto benefico immediato.
Spesso si sente dire:
“La pelle si riscalda subito e non posso aumentare l’intensità.”
Questo fenomeno rappresenta un limite del trattamento, poiché riduce la possibilità di applicare intensità adeguate per ottenere il massimo effetto terapeutico.
Il ruolo dell’emulsione elettrolitica
L’applicazione della speciale emulsione elettrolitica riduce drasticamente la resistenza del tessuto superficiale, consentendo di trasmettere l’energia in profondità senza dispersioni inutili. Questo permette di:
- Evitare il surriscaldamento della pelle
- Applicare un’intensità maggiore in sicurezza
- Ottimizzare i tempi terapeutici
- Garantire risultati più stabili e progressivamente migliori
Quando applicare l'emulsione elettrolitica
Prima di ogni trattamento, è indispensabile stendere un velo uniforme di emulsione elettrolitica sulla zona da trattare. Se si avverte una sensazione di calore superficiale eccessivo, significa che è necessario aggiungere un’ulteriore dose, per garantire che l’energia venga trasferita correttamente ai tessuti profondi.
Perché la frequenza del segnale radio non può essere più bassa o più alta
L’originale tecarterapia è stata sviluppata adottando un segnale radio a una frequenza specifica, selezionata in base a criteri fisiologici e biofisici.
Se la frequenza fosse stata più bassa, si sarebbe verificata una maggiore interazione con il sistema nervoso, con l’attivazione o l’eccitazione delle fibre nervose. Questo fenomeno, caratteristico delle basse frequenze, avrebbe comportato un’alterazione della percezione sensoriale e potenziali effetti collaterali indesiderati, risultando in un’azione non coerente con gli obiettivi dell’originale tecarterapia.
Al contrario, se la frequenza fosse stata più alta, l’energia trasmessa avrebbe prodotto un’interazione più superficiale con i tessuti, determinando un aumento incontrollato di calore locale. Questo surriscaldamento indesiderato avrebbe ridotto significativamente la capacità di attivare in modo fisiologico i processi di recupero, limitando l’efficacia terapeutica e aumentando il rischio di effetti termici avversi.
Pertanto, la scelta della frequenza utilizzata nell’originale tecarterapia è frutto di un’accurata analisi scientifica, volta a garantire un’ottimale interazione con i tessuti biologici senza generare effetti collaterali indesiderati.
La tecarterapia con elettrodi adesivi
Se vengono utilizzati elettrodi adesivi, non si tratta dell’originale tecarterapia.
Per attivare in profondità i tessuti, è indispensabile applicare adeguate potenze e garantire una corretta messa a massa del corpo attraverso un elettrodo specifico. Solo in questo modo l’elettrodo attivo può trasferire l’energia necessaria per ottenere risultati concreti ed efficaci.
L’uso di elettrodi adesivi in gel non ha alcun senso se si desiderano effetti immediati, stabili e progressivamente migliori nel tempo. Questi elettrodi consentono infatti solo l’applicazione di bassissime potenze, rendendo la terapia inefficace e priva di reali benefici.
Fibrolisori applicati allo strumento
I fibrolisori rappresentano accessori la cui attività meccanica, peraltro piuttosto dolorosa, ha l’obiettivo di produrre un piccolo danno meccanico, la cui reazione vascolare dovrebbe, secondo alcuni esperti, generare benefici.
Se nella terapia manuale tali strumenti potevano in passato rappresentare un’opzione possibile, oggi, grazie alla nostra strumentazione, siamo in grado di attivare il sistema circolatorio senza generare alcuna controindicazione. Possiamo quindi affermare che la moderna fisioterapia non ne sente la mancanza, anzi, oggi siamo decisamente più rapidi ed efficaci nel trattamento di patologie acute e croniche a carico di strutture tendinee e muscolari.
Associare tale attrezzo allo strumento significa alimentarlo con pochissima energia, dal momento che, a contatto con la cute, la superficie d’appoggio è costituita da una lama sottile. Questo implica non solo l’assenza di un reale beneficio derivante dall’utilizzo dello strumento, ma anche l’impossibilità di sfruttarne appieno le potenzialità. Nessun aspetto tecnico-scientifico può giustificare un ipotetico vantaggio derivante da questa soluzione; anzi, il fatto che la superficie di contatto sia estremamente ridotta – simile a una piccola lama – rende del tutto inutile l’applicazione.