Chi ha fondato Human Tecar conosce (per esperienza ventennale, quasi per definizione) energia e passione.
Vederlo tornare dalla Maratona di Beirut 2016 carico, impressionato e ammirato come abbiamo visto tornare Mario Scerri dà ben la misura della portata di questo evento.
Non si tratta soltanto della più grande maratona in Medio Oriente, con 50.000 partecipanti da ogni continente (ha toccato il record dei 60.000 dopo l’assassinio di Rafik Hariri nel 2005): si tratta di una maratona che corre per la pace da ben quattordici anni.
D’altronde, come disse in un famoso TED Talk (https://www.ted.com/talks/may_el_khalil_making_peace_is_a_marathon?language=it) la signora May El-Khalil, anima e fondatrice della Beirut Marathon Association cui fa capo l’evento, “Costruire la pace non è uno sprint. È piuttosto una maratona.” Come il maratoneta, la signora El-Khalil guarda all’obiettivo finale con granitica determinazione e inesauribile pazienza; durante, prima e dopo questa 14ma edizione del 13 novembre, ha dispensato sorrisi ed energia e dato il benvenuto all’ospite d’onore, Lord Sebastian Coe – storico campione degli 800 e dei 1500 metri, uomo politico britannico e Presidente della IAAF – e a un gruppo selezionato di persone, tra cui il nostro Mario Scerri. Mario ha avuto anche modo di incontrare il figlio di Rafik Hariri, Saad Hariri, nuovo Primo Ministro designato.
Nello spirito della Beirut Marathon Association, lo scorso fine settimana non ha (soltanto) offerto glamour e mondanità: si è trattata di una vera e propria galassia di eventi, incontri, ospiti internazionali, progetti privati e istituzionali nel segno dello sport, della filantropia, della fratellanza e della pace. In un contesto tanto elevato, il nostro CEO è stato doppiamente colpito dal grande interesse per Human Tecar. Al di là dell’assistenza agli atleti professionisti, organizzata con il responsabile tecnico della maratona e Direttore di Elite Sports Management International, Hussein Makke, Mario Scerri ha ricevuto forti segni di interessamento da parte di federazioni sportive, università e centri privati, tanto che si sta apprestando a lanciare il primo programma di formazione in Libano.
Quella che un tempo era la “Svizzera del Medio Oriente” deve e può ritornare ad essere un esempio di equilibrio sociopolitico per i diversi popoli che la compongono, di pace e benessere. In tutti i sensi. E noi di Human Tecar siamo orgogliosi, nel nostro piccolo, di fare la nostra parte.
Se non si chiama Human Tecar, non darà mai i benefici di Human Tecar.