Compiere vent’anni a Rio: le mie emozioni carioca

“Qual è la ventenne che non vorrebbe festeggiare il proprio compleanno a Rio de Janeiro?  Di più: nella città carioca all’ennesima potenza, in pieno tripudio olimpico.  È quello che ha appena fatto la mia azienda.

Vent’anni dopo aver inaugurato la nostra metodologia ad Atlanta 1996, ho potuto assistere in prima persona alla 31ma Olimpiade; per meglio dire, ho potuto assistere – con un gruppo di specialisti Human Tecar davvero eccezionale – tantissimi atleti a Rio, da Usain Bolt a Justin Gatlin, da Asafa Powell a LaShawn Merritt, da Wayde van Niekerk a Shaunae Miller, per citarne solo alcuni; sia nell’hospitality adidas (lo stesso CEO di adidas, Herbert Hainer, si è sottoposto a più sedute di trattamento, rendendosi conto in prima persona dei benefici del nostro metodo) che nell’hospitality che abbiamo riservato a tutti gli altri atleti – Nike, Puma e via dicendo.  Tanti, tanti atleti, e per così tante ore al giorno – dalle otto del mattino a mezzanotte, sette giorni la settimana – che nessuno di noi è riuscito ad andare allo stadio se non una sola volta!

Quell’unica volta, che gioia indescrivibile è stata vedermi abbracciato e acclamato da due campioni come LaShawn Merritt e Taoufik Makhloufi; o sentirmi dire dall’americano che non si era mai sentito così in forma, grazie a Human Tecar…

Vi racconteremo nel dettaglio qualcuna delle molte storie Human Tecar legate a Rio 2016, nel corso dei prossimi giorni; ci tenevo però a comunicarvi un po’ dell’emozione che ho provato dal 5 al 21 agosto.  Non era certo la mia prima Olimpiade: eppure ho avuto modo di notare un cambio di marcia nel riscontro internazionale (per tacere di quello italiano; siamo da tempo fornitori ufficiali delle maggiori federazioni nazionali nelle varie discipline).

Sempre più atleti ci conoscono, direttamente o indirettamente; i più ‘anziani’ ci mandano i più giovani, il lavoro fatto in oltre vent’anni a fianco di organizzazioni come il CONI, la Federazione Italiana Nuoto, la Federazione Russa di Judo, la Federazione Cubana di Atletica e quella della Giamaica, la Federazione Italiana di Scherma e quella di Atletica Leggera, il Comitato Olimpico di Spagna e quello bulgaro, ecc., ha dato i suoi frutti.

La rete di contatti e conferme continue che abbiamo pazientemente costruito nel tempo, ci ha portato ad una riconoscibilità mai raggiunta prima d’ora e destinata a crescere, come la gamma di tecnologie Human Tecar. (Molti hanno potuto utilizzare la nostra vibrazione meccano-sonora, Human Tecar ViSS, e le pedane propriocettive Human Tecar Mat per la prima volta a Rio.)

Qualche inconveniente?  Il primo è stato la viabilità difficoltosa – ma come evitarlo, quando si devono coniugare gli spostamenti in quattro settori olimpici distinti e sicurezza?  Si è trattata di una fatica in più per gli atleti, affrontare i disagi logistici pur di sottoporsi ai nostri trattamenti; ma ne è valsa la pena.  Senza eccezione, si sono dichiarati tutti felicissimi dei risultati sulla loro performance.

Il secondo, che potesse esserci spazio limitato sul podio: lavorando a fianco di così tanti grandi campioni, dedicandoci a loro al duecento per cento ed osservando la loro totale dedizione, avremmo voluto liberarli dalla tirannia del cronometro e vederli tutti quanti medaglia d’oro…”

Mario Scerri, Fondatore Human Tecar

Rio-Calco, 30 agosto 2016

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