Domenica, 26 febbraio 2017, 11ma edizione della più giovane fra le sei Major Marathon (e prima della stagione), è stata una giornata di ‘prime volte’ (nuovo percorso, dove i dislivelli maggiori sono stati inseriti a metà anziché alla fine) e di record, sin dalle condizioni meteo. La capitale del Sol Levante, le cui maratone (2011 a parte) di sole, in realtà, ne avevano visto ben poco, si è svegliata domenica con una temperatura frizzantina (9,4° C alla partenza, ore nove), di quelle che sembrano pulire l’aria e premere sull’acceleratore, il cielo soleggiato a rinfrancare i 36.000 partecipanti, e un tasso medio di umidità del 29%. Unica pecca, confiderà uno strepitoso Wilson Kipsang – da molto tempo supportato da Human Tecar e in questo caso, assistito da Frank Hartkamp di Volare Sports –, il vento (peraltro al di sotto delle 10 miglia orarie).
Per tre quarti della gara, il grande keniota ha tenuto un ritmo pazzesco; sembrava in procinto di superare il record del mondo. Quest’ultimo gli è sfuggito davvero di un soffio, e Kipsang ha concluso in 2:03:58, miglior tempo mai corso sul suolo giapponese e primo sub-2:04 mai avutosi in terra asiatica; dodicesimo crono di sempre sulla distanza, che lo ha visto precedere nettamente il secondo e terzo classificato.
Ad oggi, il trentaquattrenne ha vinto quattro su sei delle Major mondiali: Tokyo, Berlino, Londra e New York. Pare abbia confidato il desiderio di vincerle tutte, prima di ritirarsi. With a little help from his friends, chissà che l’oro a Chicago e Boston non siano scritti nelle stelle.