Sono, a volte, i piccoli gesti che ci fanno capire una persona. Come Taoufik Makhloufi che, dopo l’oro olimpico di Londra nei 1500 metri, sorridendo afferra il lembo di maglietta con il nome del suo paese, lo sottolinea con un cenno della mano. O ancora, il campione algerino, intervistato da una televisione americana a bordo campo, che s’interrompe all’improvviso quando vede un avversario piegato, respirare a fatica. Lo avvicina, lo rincuora, poi riprende l’intervista.
A Rio 2016, il suo doppio argento per l’Algeria (800 e 1500) ha già fatto storia – anche perché il suo tempo per gli 800 metri, 1:42.61, è record nazionale algerino (che peraltro si va ad aggiungere al record che Taoufik ha stabilito per l’Algeria il 1° luglio dello scorso anno, al Meeting Stanislas in Francia: 2:13.08 nei 1000 metri).
Il ventottenne dal grande, smagliante sorriso è a pieno titolo eroe del suo paese, amatissimo anche per la sua schiettezza e semplicità, perché è “un figlio di Souk Ahras” capace di correre controcorrente, che si tiene lontano dal potere e dice le cose come stanno. Noi lo conosciamo bene e gli vogliamo bene. Abbiamo chiesto al nostro fondatore di raccontarcelo. Mario Scerri non si fa pregare:
“Il nostro primo incontro risale ai Campionati del Mondo d’Atletica di Berlino, nel 2009, esattamente sette anni prima di Rio. Era agosto, anche allora. Taoufik era un giovane talento, 21 anni compiuti da poco. Lì, ha cominciato a conoscerci e da allora non ha mai abbandonato il metodo di Human Tecar. Ricordo che all’epoca non aveva ancora vinto alcuna medaglia, era davvero un ragazzino e quando lo incontrammo nell’hospitality Nike dove avevamo la nostra struttura, sembrava un un po’ timido e disorientato: vedeva che c’erano decine di medaglie d’oro che si sottoponevano ai trattamenti Human Tecar, e quando venne il suo turno, sembrava trovare strano che lo si trattasse come quei grandi campioni.
C’è davvero un bel legame fra lui e Human Tecar – al di là delle sue tante altre qualità umane e sportive, possiede una dote rara: ha una sensibilità eccezionale nei confronti dello ‘strumento corpo’, recepisce ogni dettaglio del nostro trattamento e degli effetti sul suo organismo. I benefici che ha raccolto con Human Tecar sono stati certo grazie al metodo ma anche grazie allo stesso Taoufik, che ci metteva in condizione di capire ogni minima variazione nel suo corpo, aiutandoci a personalizzare al massimo i trattamenti di recupero muscolare. Human Tecar, infatti, non è un metodo che si applica indiscriminatamente: il feedback dell’atleta è molto prezioso, ci permette di perfezionare il trattamento e cucirlo su misura, a seconda delle particolari condizioni fisiche dello sportivo, massimizzandone l’efficacia.
Nel caso di Rio, Taoufik è stato sottoposto a grande pressione: una notte ha finito gli 800 metri e a distanza di poche ore, la mattina dopo, aveva le qualifiche per i 1500. A medaglie ottenute, è venuto da noi per primi a condividerne la gioia e posso dire sinceramente che siamo stati contentissimi sia per lui che per l’Algeria, che ha uno storico legame d’amicizia con il nostro paese. Continueremo ad assisterlo e gli auguriamo di raccogliere altri bellissimi risultati. Li merita.”
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Se non si chiama Human Tecar, non darà mai i benefici di Human Tecar