Non capita tutti i giorni di riunire in una stanza alcuni dei fisioterapisti migliori al mondo, quelli che trattano i più grandi atleti – da Usain Bolt a Yohan Blake alle stelle etiopi e keniote; nonché provenienti da Spagna, Russia, Israele… Nove in tutto, motivatissimi e professionali al massimo.
La cosa bella è che – diciamolo chiaro – “non se la tirano”. Sono i direttori d’orchestra delle risorse interne di alcuni fra gli organismi più perfetti e performanti al mondo, ma non lo fanno pesare.
Averli nel quartier generale Human Tecar per un corso di aggiornamento sulle nostre tecnologie di ultima generazione – tenuto da specialisti come Paolo Malpeli, Cristian Martinelli e Stefano Bettoni, affiancati dal nostro Direttore Scientifico, Professor Carlo Tranquilli (docente all’Università di Roma Tor Vergata, membro del Comitato Medico della Federazione Italiana Giuoco Calcio e Direttore Sanitario del Centro di Medicina Preventiva e dello Sport, già Direttore Sanitario del CONI dal 2008 al 2015) – è un’occasione di arricchimento reciproco; e l’ennesima riprova di quanto l’interesse per il metodo di Human Tecar stia accelerando a livello internazionale.
Da sempre, Human Tecar parte dallo sportivo per arrivare anche al fruitore, per così dire, “normale”. Un sistema che funzioni bene su scala atomica – su atleti per cui un risultato si conta non in secondi ma in centesimi e millesimi di secondo – è davvero calibrato al micromillimetro; testato oltre ogni ragionevole dubbio.
Nel caso del corso appena concluso, c’è stata, in più, una vera e propria prova del nove. Anzi, dei nove.