Il 1° aprile scorso, l’atleta keniota della RunCzech Racing Team ha siglato un crono da paura nella classica 21K di Praga – e non è un pesce d’aprile. Si tratta della prima volta di una runner donna sotto la soglia dell’ora e cinque minuti nella mezza maratona; precisamente, un tempo di 1h04’52”, dopo una performance senza cedimenti che ha polverizzato anche i tempi intermedi: 14’53” ai 5 km, 15’11” tra i 5 e i 10 km (passaggio in un clamoroso 30’04”), 15’33” tra i 10 e i 15 km, e 15’48” tra i 15 e i 20 km. Ultimo tratto in 3’27”.
La ventitreenne africana ha una bella affinità con la Repubblica Ceca, dove ha stabilito il primato della competizione di Karlovy Vary, lo scorso anno; eppure nessuno si sarebbe aspettato un record mondiale di ben 14 secondi in meno del precedente (stabilito da Peres Jepchirchir a Ras al-Khaima), in pochi mesi: ennesima riprova di quanto la metodologia di Human Tecar possa fare la differenza in tempi rapidissimi, spingendo i risultati sempre più in là, seguendo gli atleti con costanza nei centri di allenamento di casa loro.
Non possiamo far altro che condividere la gioia della nostra atleta, che a fine gara ha dichiarato: “Ho corso volendo solo seguire le risposte del mio corpo. Ancora adesso non riesco a credere che sia realmente accaduto. All’inizio volevo solo correre al cento per cento…”.
Il cento per cento con Human Tecar, d’altronde, ha sempre un margine in più.