Human Tecar ha fatto bis sulla pista di Aragona, con i fratelli Márquez

“Una forza della natura,” un “terminator,” lo definisce il suo fisioterapista, Paolo Castelli – specialista Human Tecar e osteopata; e al tempo stesso, “veramente una bella persona.”  Parliamo di Marc Márquez, che al Gran Premio Movistar de Aragón domenica, 25 settembre, a quattro gare da fine campionato MotoGP, non soltanto ha vinto ma si è confermato in vetta alla classifica, davanti a Valentino Rossi, secondo, e Jorge Lorenzo, terzo.  Castelli non soltanto conosce el Cabroncito da quando quest’ultimo, a 16 anni, è entrato nel Mondiale, ma segue con la metodologia di Human Tecar sia Marc che il fratello minore, Álex Márquez.

E a proposito di Álex…  Domenica scorsa, i fratelli Márquez hanno fatto l’en plein: se Marc è arrivato primo in Spagna e in classifica, il ‘piccolo’ di casa, in categoria Moto2, ha fatto una splendida gara, arrivando secondo.  Marc, d’altronde, ha dichiarato: “Sono stato molto felice del podio ottenuto, ma il momento più emozionante di oggi è stato quando mio fratello Alex ha ottenuto il suo primo podio in Moto2.  È stato qualcosa di speciale per me.”

Bella persona davvero, questo simpatico terminator dal sorriso contagioso e le mille sorprese in pista.  E a Paolo Castelli, che già di suo ti farebbe pensare più alla star di una band di successo che a un terapista, chiediamo che tipo di lavoro faccia con Human Tecar, sui fratelli Márquez come sugli altri “suoi” campioni di motociclismo.

Forze della natura o no, anche questi supercentauri devono affrontare il dolore fisico: in gara e in allenamento, i loro organismi sono costretti a reggere pressioni da sovraccarico talvolta estreme.  Sopportarle e ammortizzarle il più rapidamente possibile possono decidere dell’esito di una competizione – ecco dunque l’efficacia di una terapia come Human Tecar, che può adattare i propri protocolli alle particolari condizioni di un atleta e si può ripetere più volte nella stessa giornata: se le 24 ore che precedono una gara sono cruciali per preparare l’atleta, la versatilità e velocità del metodo possono fare la differenza.

Castelli conferma che il trattamento “è differenziato giorno per giorno.  Giovedì facciamo il punto della situazione, a seconda da quali allenamenti vengono; li tratto con la terapia Human Tecar per fare in modo che si rilassino a livelli profondi, così la notte dormono meglio e si ricaricano di energia.  Venerdì si va sulla base di diversi fattori, in generale vengono sciolti i blocchi che hanno.  Domenica mattina c’è la rifinitura, sulla base di quello che hanno sentito nel warm-up.  Lavoriamo su tutti questi dettagli che vediamo al momento e altre cose che dipendono poi dalla configurazione della pista, magari dove c’è un maggior numero di curve a destra o a sinistra, o anche se la pista è asciutta o bagnata.”

Se non si chiama Human Tecar, non darà mai i benefici di Human Tecar

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